Grazia Visconti Blog

April 29, 2009

Un tempo si chiamavano gigolo…

Sembra davvero la sceneggiatura di un film. La storia idilliaca tra la bella e ricca ereditiera, che si invaghisce del “latin lover” di turno, e l’avventuriero dal fisico prestante. Sullo sfondo un personaggio misterioso che filma gli incontri bollenti. Il tutto infarcito, come al solito, da ricatti e sporchi affari. Poi il processo. E la condanna: sei anni di carcere. E’ il triste epilogo di una storia che ha visto come attore protagonista Helg Sgarbi, l’amante a pagamento al servizio di facoltose dame di mezza Europa. Il ricattatore svizzero sconterà la pena ma poi, una volta uscito dal carcere, si godrà la vita con ben nove milioni di euro. Tanto è infatti il denaro che è riuscito ad estorcere alle vittime dei suoi ricatti.

Ma cosa crede di ottenere una donna da un incontro consumato in modo rapido e superficiale? “Oggi la donna è diventata più esigente, oltre che indipendente sotto il profilo economico. Vuole sempre di più e non si accontenta. Vuole il meglio, e per ottenerlo è decisa anche a mettere mano al portafogli, ribaltando ancora una volta i ruoli tra i due sessi“, dichiara Grazia Visconti, autrice del libro “Escort life. Sex inchiesta sul mondo delle squillo e dei gigolo di lusso in Internet”, che ha condotto un’inchiesta, durata tre anni, proprio su questo nuovo fenomeno vestito di rosa.

“Così si rivolge al professionista”, continua Grazia Visconti, “con il quale stabilisce una sorta di contratto che bandisce ogni forma di romanticismo, ed instaura con lui un rapporto non problematico, proprio perché la transazione economica alleggerisce ogni vincolo affettivo. Si rivolge ad un uomo che può scegliere secondo i suoi gusti, un uomo da affittare, invitare a cena e corteggiare. E’ purtroppo lo specchio dei nostri tempi, l’immagine di una società sempre più frettolosa e proiettata verso il rapido consumo dei sentimenti. Una società “take away” dove tutto si compra, si porta via e si getta quando non serve più“. E il caso di Susanne Klatten ne è un esempio: vita blindatissima, intessuta di costrizioni, di cose che non si possono e non si devono fare, di divieti da rispettare. La sua sembra proprio essere stata una fuga da quella realtà che l’aveva imprigionata ingiustamente.

Donne alla riscossa, dunque. Donne che assumono atteggiamenti sempre più maschili. Donne alla ricerca del sesso a pagamento, un tempo solo appannaggio di una cultura con il fiocco azzurro. Sembra, infatti, che una donna su quattro abbia pensato, almeno una volta, di pagare un uomo per avere rapporti intimi; mentre due donne su dieci hanno già concluso e si sono lanciate in una notte di follie erotiche. Lo rivela un recente studio sulle evoluzioni del mercato del sesso a pagamento, questa volta però in versione femminile.

“Oggi, poi, vanno sempre più di moda i jardineiros“, conclude Grazia Visconti, “che hanno oramai preso il posto un tempo riservato alle badanti o alle donne di servizio. Sono giovani ragazzi sudamericani, dal fisico atletico, giardinieri di giorno, in lussuose ville di signore benestanti, e gigolo di notte”.

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